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Federalismo e Cantoni

In Svizzera l’organizzazione dello Stato sociale è di matrice fortemente federalista. Se ciò limita da un lato il margine di manovra della Confederazione, dall’altro offre l’opportunità ai Cantoni e alle Città di assumere un ruolo pionieristico nello sviluppo della sicurezza sociale. 

La Confederazione ha creato le proprie istituzioni previdenziali sulla base delle strutture cantonali e comunali preesistenti. Tale circostanza ha portato a uno Stato sociale molto frammentato e decentralizzato e a svariate forme di sostegno ai bisognosi a seconda delle regioni, dei Cantoni e dei Comuni.

Federalismo e sicurezza sociale in Svizzera

La Costituzione federale del 1848 era basata sul principio di sussidiarietà, il che significa che i compiti non esplicitamente assegnati alla Confederazione erano di competenza dei Cantoni o dei Comuni. A causa di questo principio federalista, il trasferimento di competenze cantonali o comunali allo Stato federale è stato un processo spesso lungo e difficile. Solo la Costituzione federale del 1874 autorizza la Confederazione a diventare attiva nel campo della politica sociale, ma sono comunque necessarie disposizioni costituzionali specifiche per poter istituire le diverse assicurazioni sociali. Vari Cantoni si mostrano scettici se non apertamente ostili di fronte a questa evoluzione. Il federalismo così come gli strumenti della democrazia diretta ritardano lo sviluppo dello Stato sociale in Svizzera, come testimoniano la fondazione dell’INSAI/Suva, e la costituzione dell’AVS. Il sistema federalista influenza anche l’organizzazione delle assicurazioni sociali. Per la messa in atto delle assicurazioni nazionali obbligatorie (ad esempio AVS, assicurazione malattie, assicurazione contro la disoccupazione), la Confederazione si serve delle strutture amministrative cantonali e comunali e in parte coinvolge anche gli assicuratori privati.

Il ruolo dei Cantoni e delle Città

I Cantoni e le Città hanno spesso svolto un ruolo importante nello sviluppo dello Stato sociale, anticipando la Confederazione con iniziative autonome. Ciò è il caso innanzitutto nel periodo precedente all’introduzione delle assicurazioni sociali sul piano federale. Dagli anni 1840, i Cantoni di Zurigo, Glarona, San Gallo, Berna, Basilea Città, Basilea Campagna, Sciaffusa, Argovia, Ticino e Svitto introducono leggi per la protezione dei lavoratori, mentre la Confederazione ottiene la competenza di regolamentare il settore delle fabbriche solo con la Costituzione federale del 1874.

Nell’ambito dell’assicurazione contro la disoccupazione, sono le Città e i sindacati ad assumere la funzione di precursori, fondando casse di disoccupazione locali dagli anni 1880, in seguito sovvenzionate da alcuni Cantoni (dal 1900 circa) e dalla Confederazione (dal 1917). La più importante è quella della Città di Berna, costituita nel 1893. Le autorità cantonali intervengono anche nel settore della previdenza per la vecchiaia: accanto alle casse pensioni aziendali, sorgono assicurazioni popolari facoltative tra l’altro nei Cantoni di Neuchâtel (1898) e Vaud (1907). La prima cassa obbligatoria è fondata dal Cantone di Glarona nel 1916; altre seguono nel periodo tra le due Guerre mondiali. Nel 1941 comunque solo il 5 per cento della popolazione è affiliato a una cassa pensioni cantonale obbligatoria.

Nello stesso periodo, i governi cittadini a maggioranza socialista come ad esempio a Zurigo e Basilea introducono assicurazioni malattie obbligatorie con un ventaglio di prestazioni relativamente ampio. Altre Città o Cantoni non promuovono invece alcuna iniziativa di politica sociale oppure i loro sforzi in tal senso vengono vanificati da referendum popolari.

Anche durante l’ampliamento dello Stato sociale dopo la Seconda Guerra mondiale i Cantoni anticipano la Confederazione, ad esempio nell’ambito della protezione della famiglia mediante l’introduzione di assegni familiari. Una tendenza simile si osserva in tempi più recenti per quanto riguarda l’assicurazione maternità, resa obbligatoria dai Cantoni di Ginevra e Vaud nel periodo tra la bocciatura (1999) e l’approvazione (2004) in votazione popolare delle indennità di maternità a livello federale.

Il settore in cui l’intervento pubblico vanta la più lunga tradizione è l’aiuto sociale (in passato assistenza ai poveri), ancora oggi in larga misura di competenza di Comuni, Cantoni e organizzazioni caritatevoli. Malgrado gli sforzi della COSAS a favore di un’armonizzazione in quest’ambito, l’aiuto sociale in Svizzera è tuttora fortemente frammentato, ciò che comporta condizioni e prestazioni eterogenee per i beneficiari. Anche in quest’ambito però i Cantoni fungono da laboratorio per la sperimentazione di soluzioni innovative: ne sono un esempio i programmi di reinserimento rivolti ai disoccupati di lunga durata promossi negli anni 1990 nei Cantoni di Ginevra e Vaud. 

. Iniziative più recenti mirano a dare nuova vita a livello cantonale all’idea del reddito di base incondizionato, respinta dai votanti a livello federale nel 2016. Iniziative simili sono però fallite finora nei Cantoni, per esempio nel 2022 nel Cantone di Zurigo e nel 2023 nel Cantone di Lucerna.

Anche durante l’ampliamento dello Stato sociale dopo la Seconda Guerra mondiale i Cantoni anticipano la Confederazione, ad esempio nell’ambito della protezione della famiglia mediante l’introduzione di assegni familiari. Una tendenza simile si osserva in tempi più recenti per quanto riguarda l’assicurazione maternità, resa obbligatoria dai Cantoni di Ginevra e Vaud nel periodo tra la bocciatura (1999) e l’approvazione (2004) in votazione popolare delle indennità di maternità a livello federale. Dal 2021 la Svizzera possiede un congedo di paternità (dal 2024 «dell’altro genitore») di due settima. Da allora in diversi Cantoni sono state depositate iniziative per l’introduzione di un cosiddetto congedo parentale. A questo proposito il Cantone di Ginevra ha fatto da pioniere con l’introduzione di un congedo parentale di 24 settimane, anche se la sua attuazione è ancora in fase di discussione (stato: 2024). Nel Cantone Ticino il Gran Consiglio ha approvato l’introduzione di un congedo parentale di due settimane supplementari. Resta da vedere se queste iniziative cantonali troveranno un’eco a livello nazionale.

Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Obinger Herbert et al. (2005), Switzerland. The marriage of direct democracy and federalism, in H. Obinger et al. (ed.), Federalism and the welfare state: New World and European experiences, 263–306, New York; Studer Brigitte (1998), Soziale Sicherheit für alle? Das Projekt Sozialstaat 1848–1998, in B. Studer (ed.), Etappen des Bundesstaates. Staats- und Nationsbildung in der Schweiz, 159–186, Zürich; HLS / DHS / DSS: Lavoratori, protezione dei; Assicurazione contro la disoccupazione; Previdenza per la vecchiaia; Maternità.

(07/2024)