Cronologia
1848–1890
1890–1947
1948-1990
Nel 1972 i votanti hanno la scelta tra due modelli di previdenza per la vecchiaia: trasformare l’AVS in una pensione popolare o svilupparla in modo moderato nel quadro del modello dei tre pilastri. Il Popolo opta a netta maggioranza per la variante moderata.
Per reagire alla recessione del biennio 1974–75, la Svizzera introduce l’obbligo a livello nazionale di assicurarsi contro il rischio di disoccupazione. Il processo di attuazione non è tuttavia così immediato e, per arrivare a una soluzione definitiva, occorre attendere il 1984.
L’elevata inflazione del periodo di alta congiuntura fa diminuire il valore delle rendite AVS e costringe il mondo politico ad adeguarne gli importi a intervalli irregolari. La 9a revisione dell’AVS, nel 1979, introduce un nuovo sistema: le rendite saranno adeguate automaticamente all’evoluzione dei prezzi e dei salari.
Nel 1984 l’assicurazione sociale statale contro gli infortuni subisce una prima revisione, nell’ambito della quale la copertura assicurativa viene estesa a tutti i lavoratori. Sul mercato assicurativo, inoltre, fanno breccia i fornitori privati, ora autorizzati a erogare prestazioni nel settore dell’assicurazione infortuni obbligatoria accanto alla Suva.
Nel 1972 vengono sanciti nella Costituzione federale il principio dei "tre pilastri" della previdenza per la vecchiaia e l’obbligatorietà della previdenza professionale. Per l’attuazione del nuovo articolo costituzionale bisogna tuttavia attendere il 1985. La riforma delle casse pensioni è inoltre molto più modesta del previsto.
Negli anni 1980, dopo il fallimento della riforma dell'assicurazione malattie del 1974, il Consiglio federale e il Parlamento lanciano un nuovo progetto per contenere i costi sanitari. Nel 1987, tuttavia, la revisione parziale della legge sull'assicurazione malattie viene sonoramente bocciata in votazione popolare.
1990-...
La polarizzazione degli schieramenti politici a partire dal 1990 si manifesta con particolare intensità nell’ambito della politica sociale. Alle pressanti richieste di deregolamentazione, trasformazione e ridimensionamento del sistema di sicurezza sociale il Popolo risponde bocciando progetti di riforma o tagli sostanziali alle prestazioni.
A partire dal 1995 vedono affermarsi il concetto di «attivazione» come nuovo paradigma dello Stato sociale: l’idea è di rafforzare la responsabilità individuale dei disoccupati e delle persone con disabilità attraverso una politica sociale «attivante», con cui si auspica di ridurre le spese e di risanare l’assicurazione contro la disoccupazione e l’assicurazione invalidità.
Tema all’ordine del giorno fin dagli anni 1920 (iscritto nella Costituzione dal 1945), l’assicurazione per la maternità ha conosciuto diversi insuccessi, legati per lo più alla questione del finanziamento. Nel 2004 si arriva finalmente a una svolta: l’assicurazione per la maternità sarà finanziata nel quadro delle indennità di perdita di guadagno dei militari.
Gli assegni familiari non sono una novità. Il loro importo varia però non solo da Cantone a Cantone, ma anche in base al settore di occupazione. Dopo anni senza una qualsiasi forma di coordinamento, un’uniformazione arriva con la legge sugli assegni familiari del 2006, che fissa importi minimi per figlio.